26 gennaio 2015

The Waterboys - Modern Blues (2015)

The Waterboys pubblicheranno il loro nuovo album intitolato Modern Blues su etichetta Harlequin And Clown, via Kobalt Label Services, il prossimo 20 Gennaio 2015. Registrato a Nashville, il disco è stato prodotto dal leader della band Mike Scott e mixato da Bob Clearmountain. Modern Blues contiene nove brani inediti ricchi di passione, che evocano il meglio del passato della band mentre forgiano il suo futuro.

La decisione di registrare il nuovo album negli Stati Uniti si è rivelata catartica per lo spirito e il suono del disco. “La gente deve aspettarsi l’imprevedibile dai Waterboys”, dice Mike Scott, con un piccolo ghigno nella voce. E’ un’intenzione che ha ispirato tre decenni di musica cangiante e avvincente, e che su questo undicesimo album in studio ha un effetto particolarmente emozionante.

Modern Blues è un disco di rock’n’roll a ruota libera, elettrico, eclettico, pieno di spirito e coraggioso, e arriva in un momento in cui la fama e la rilevanza dei Waterboys sono al proprio massimo storico. Nel 2013 Ellie Goulding è arrivata al 3° posto della classifica UK con la sua versione della loro How Long Will I Love You, e quest’anno Prince ha suonato una versione piano solo di The Whole Of The Moon durante i suoi Hit + Run show al Ronnie Scott’s di Londra. La stessa canzone è stata cantata dalla finalista Sally Barker durante lo show di BBC1 The Voice. In tempi recenti, A Pagan Place è diventata un brano ricorrente per l’ottima indie band americana The War On Drugs e altri brani dei Waterboys sono stati utilizzati in film come Questione di Tempo, Dom Hemingway e What We Did On Our Holiday.

Scott è entrato in studio con l’intenzione di far fruttare la straordinaria e spontanea energia che ha dato vita ad alcuni dei più grandi dischi dei Waterboys. “La mia intenzione era quella di registrare un disco con un ensemble che suonava dal vivo, per catturare lo spirito della performance. E’ lo stesso modo in cui ho registrato Fisherman’s Blues.” Vecchie conoscenze e nuovi amici sono stati chiamati all’azione. Ralph Salmins, batterista con il gruppo negli ultimi quattro anni, appare a fianco di Scott e del magnetico waterboy Steve Wickham, che lancia incantesimi con il suo violino su molte canzoni di Modern Blues. Fra le nuove reclute troviamo il tastierista di Memphis “Brother” Paul Brown e David Hood, leggendario bassista presso i FAME studios e in forze ai Muscle Shoals. “Su questo disco c’è il bassista che ha suonato R-E-S-P-E-C-T!”, ride Scott. “Lui e Paul hanno avuto un enorme impatto sul sound dell’album”.

Come mai Scott (che vive a Dublino) ha scelto di registrare a Nashville? “Nashville ha la reputazione di essere Music City, USA, e volevo esserne parte anch’io. E’ una delle poche città che conserva una sana concorrenza e un florido mercato per quanto riguarda gli studi di registrazione. Jack White sta facendo un disco dall’altra parte della città, i Black Keys stanno lavorando in un altro posto ancora. Mi piace questa sorta di competizione, è eccitante. E’ una spinta a far meglio.”

Nella piena tradizione dei Waterboys, l’album dimostra una gran voglia di esplorare. Pochi gruppi sono cambiati tanto quanto loro. Formati nel 1983, i Waterboys dei primi tre album hanno scolpito un suono post punk ricco e stratificato, che ha avuto il suo culmine su This Is The Sea nel 1985. Da allora in avanti la musica non ha più smesso di evolversi, a partire dal seminale mix di folk celtico, gospel, country e rock del classico Fisherman’s Blues, passando per il NY guitar sound di Dream Harder, per l’inquietudine millenaristica di A Rock In The Weary Land e per la passione poetica di An Appointment With Mr. Yeats.

L’ultimo album in studio è stato proprio An Appointment With Mr. Yeats, nato a seguito di un periodo “senza radici”, come Scott stesso l’ha definito. Il disco si componeva di quattordici poesie di W.B. Yeats messe in musica. Pubblicato nel 2011, il disco e il tour che l’ha seguito sono stati acclamati come uno dei picchi della carriera del gruppo. Nel 2013 è uscito invece Fisherman’s Box, un’imponente raccolta di sette dischi che ha raccontato le epiche Irish session dei Waterboys fra il 1986 e il 1988, pubblicata per celebrare i 25 anni di Fisherman’s Blues. (Mia valutazione: Distinto)

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