1 marzo 2015

Public Service Broadcasting - The Race For Space (2015)

Grazie all'accesso straordinario all'archivio degli importanti filmati storici del BFI, Public Service Broadcasting viaggia indietro nel tempo ed esplora gli anni in cui Stati Uniti e URSS si batterono per avere la meglio su una nuova frontiera – lo spazio.

Il nuovo album segue l'acclamato disco di debutto Inform – Educate – Entertain, che nel 2013 ha conquistato il #21 posto nella classifica UK degli album, è stato nominato Best Independent Album agli AIM Awards ed incluso nella Top 10 Albums of the Year di BBC 6Music. L'album è stato presentato al pubblico di tutto il mondo in 18 mesi di tour, per un totale di oltre 200 concerti. Tra gli spettacoli di maggiore successo si ricorda lo showcase a The British Music Embassy per SXSW, quando il pubblico arrivò a fare la coda per tutto l'isolato. La band è salita sui palchi di tutti i festival più importanti del Regno Unito, tra cui Glastonbury, Bestival, Green Man, e registrato il tutto esaurito per un infinito numero di live da headliner (come al Forum di Londra, The Mercury Lounge a New York ed il Lanificio di Roma, per fare qualche esempio) – senza dimenticare i concerti di supporto a band come The Rolling Stones, New Order & Manic Street Preachers.
The Race For Space contiene alcune novità per Public Service Broadcasting, come il sestetto di ottoni e quintetto d'archi nel singolo di lancio Gagarin, un motivo in stile supereroe dalle sonorità funky ispirato all’uomo più famoso di tutti i tempi. Ancora più sorprendente, l'album si apre con le melodie celestiali di un coro, registrato agli Abbey Road Studios; l'aspetto più inaspettato è tuttavia la presenza di una voce ospite su una delle tracce. Emerge dunque in maniera chiara come la band sia in costante evoluzione, spingendosi fuori dai confini del proprio sound.

“E' un po' frustrante quando ci chiedono quale sia il nostro rapporto con la 'nostalgia',” dice il direttore generale di Public Service Broadcasting J. Willgoose, Esq. “I campioni provengono dagli archivi, ma le canzoni non utilizzano per niente musica del passato o di un certo periodo storico. Prendiamo gli aspetti del passato e li inquadriamo in atmosfere del tutto nuove, per collegarle al presente.”

Il collegamento è facile all'interno del nuovo album di Public Service Broadcasting The Race For Space. Si tratta di una suite organica e tuttavia imprevedibile che reinventa in maniera vivida la lotta per la supremazia nello spazio delle due grandi potenze mondiali tra il 1957 ed il 1972. Durante l'ascolto tocchiamo il lunare Mare della Tranquillità, chiediamo un passaggio al satellite Sputnik 1 e facciamo la prima passeggiata sulla Luna della storia. Ci riconnettiamo inoltre alle eccitanti storie umane di vita, morte e coraggio, il tutto accompagnato da una colonna sonora di funk, techno e folk mischiati ai riff elettro-rock che finora hanno sostenuto i collage emotivi della musica e dei campioni audio vintage di Public Service Broadcasting.

Alla domanda su perché il focus di questo album sia lo spazio, Willgoose risponde: “Per me quello è stato il periodo più straordinario della storia, probabilmente non ce ne saranno mai più così. Quella parte della storia in cui abbiamo letteralmente cercato di capire cosa ci facciamo sulla Terra. Qual è il senso delle nostre esistenze? Perché siamo qui, su questo strano globo blu e verde? E cosa ci dicono su di noi e sul nostro ruolo nell'universo questi primi viaggi lontani da questo pianeta?”

Public Service Broadcasting ha percorso un lungo cammino dal suo primo concerto – un one-man-show di Willgoose a The Selkirk Pub di Tooting, nell'agosto 2009. Ad ogni modo, gli ulteriori dettagli biografici sono scarni: Willgoose è un modesto gentiluomo dalla parlata tranquilla, che ammette di essersi piegato sotto il peso di pessimismo ed insicurezza e che non vuole neanche che si conosca il suo nome di battesimo (“Non ho realizzato di essere una persona così riservata finché non ho cominciato a girare in pubblico”, dice scherzando). In ogni caso i suoi ascolti adolescenziali chiariscono la musica casalinga eppure panoramica che crea oggi. Gli Oasis lo hanno invogliato a prendere in mano una chitarra, ma sono state le provocazioni più impegnate di Manic Street Preachers, David Bowie e The KLF ad aprirgli davvero la mente. Questa influenza anticonformista è più che presente nel singolo di lancio di The Race For Space, Gagarin, un tributo al primo uomo andato nello spazio in stile afrobeat con balalaiche, influenze alla James Brown ed una babele di voci.

Ci sono atmosfere contrastanti in The Race For Space. La prima donna ad andare nello spazio, Valentina Tereshkova – un'altra icona tra i cosmonauti sovietici – è omaggiata su Valentina, un brano riflessivo e controllato influenzato dai Sigur Ros, in cui il suo nome viene intonato dal duo dream-folk del Sussex Smoke Fairies. “E' un tentativo di ridarle voce,” spiega Willgoose, “invece di utilizzarla come strumento di propaganda sovietica, in piedi su un podio circondata da uomini”. L'atmosfera si fa più pesante su Fire In The Cockpit, che si collega alla tragedia dell'Apollo 1 nel 1967, quando tre astronauti morirono durante il lancio di prova. “Ero titubante nel parlare di questo avvenimento per paura di sembrare irrispettoso, ma alla fine ho sentito che sarebbe stato più irrispettoso tralasciarlo”, spiega J.

E così continua, tra il battito techno-rock di Sputnik, il processo di atterraggio sulla luna in Go!, la camminata lunare funky di E.V.A. ed altro ancora, rilasciando cariche emotive di dramma, eroismo e meraviglia. E' stupefacente come vengano evitati i cliché dell'epoca – non vengono nominati né letture dalla Genesi né piccoli passi per l'uomo – e con quanta potenza il pericolo, la scala e l'importanza di questi risultati vengano comunicati.

“L'album è un tentativo di traslare la risposta emozionale della musica al coraggio e l'eccitazione di quel periodo”, conclude Willgoose. “E ultimamente significa anche cercare di far sorridere la gente. Le persone vengono ai nostri concerti, non è una cavolo di lezione di storia. Ho sempre sostenuto che l'intrattenimento sia ciò a cui noi miriamo”. The Race For Space riesce con successo ad adempiere a questo obiettivo. Allacciate le cinture. Sarà un bel viaggio.

L'attenzione ai dettagli di Public Service Broadcasting ha anche portato ad un artwork unico per la copertina del disco, che offre all'ascoltatore la possibilità di scegliere gli Stati Uniti o l'URSS. Entrambe le immagini si aprono al centro, così che come nello spazio la via non sia univocamente o sopra o sotto. (3,5/5 voto mio)

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