4 settembre 2015

Warren Haynes feat. Railroad Earth - Ashes & Dust (2015)

di Paolo Baiotti

Che Warren Waynes volesse registrare un disco da cantautore non è una novità per chi segue con attenzione il musicista di Asheville. In fondo il suo esordio solista, Live At Bonnaroo del 2004, era un disco acustico che andava in questa direzione, per cui molti pensavano che Man In Motion sarebbe stato il tanto atteso album in studio da songwriter…ma sappiamo che le cose sono andate diversamente. Warren ha spiegato che canzoni di questo genere, non adatte agli Allman Brothers o ai Gov't Mule, si sono accumulate nel corso degli anni. C'era l'intenzione di registrare con Levon Helm, Leon Russell e il bassista T-Bone Wolk; poi la morte del bassista e di Helm hanno allontanato il progetto, sostituito dal soul/rhythm and blues di Man In Motion, altra grande passione del chitarrista, che non si può definire artista dalla visione ristretta. A un certo punto Warren si è trovato con una trentina di canzoni, comprese alcune covers di autori del North Carolina che lo hanno influenzato e aiutato nei primi anni di carriera come Ray Sisk, Malcolm Holcombe e Larry Rhodes e ha pensato che i Railroad Earth, la più conosciuta jamband di bluegrass americana, potevano essere gli accompagnatori giusti.

Già in passato avevano suonato insieme in alcuni festival, per cui si sono ritrovati nei Barber Shop Studios di Hopatcong, New Jersey e in pochi giorni hanno registrato più canzoni possibili, scegliendo quelle più adatte al progetto con l'aggiunta di un paio di collaborazioni. I Railroad Earth sono i protagonisti delle parti strumentali, con la loro miscela di bluegrass, rock, jazz e musica celtica. Le parti soliste sono affidate soprattutto al fantasioso violino di Tim Carbone, al mandolino di John Skehan e al banjo di Andy Goessling, mentre Haynes si concentra sulla scrittura e sulla voce (in costante miglioramento), riservandosi un ruolo di secondo piano alla slide e più raramente all'elettrica o all'acustica, adattandosi al suono della band. Is It Me Or You, una canzone scritta più di vent'anni fa, apre il disco lasciando ampio spazio al violino tra folk e tradizione roots, seguita da Coal Tattoo, brano di Billy Edd Wheeler (l'autore di Jackson per Johnny Cash), ritratto della vita sofferta di un minatore, una delle storie di persone schive e decorose che popolano il disco, come Company Man che non sfigurerebbe nel repertorio di Mark Knopfler e Glory Road, ballata su un cacciatore di taglie di Ray Sisk.

Non mancano tracce dolenti che potrebbero essere riarrangiate dai Gov't Mule come New Year's Eve e Word On The Wind o la bluesata Stranded In Self-Pity di Larry Rhodes, mentre sembra un po' fuori dal contesto la cover di Gold Dust Woman dei Fleetwood Mac in duetto con Grace Potter, più volte eseguita dal vivo. Da notare la presenza dell'armonica di Mickey Raphael (Willie Nelson) e dei controcanti di Shawn Colvin nella melodica Wanderlust e quella di Oteil Burbridge al basso e di Marc Quinones alle percussioni in Spots Of Time, la traccia più improvvisata del disco, scritta da Haynes con Phil Lesh per un ipotizzato disco in studio degli Allman Brothers mai realizzato. Ashes & Dust è un disco generoso, serio e interessante, composto e arrangiato con cura, forse privo di un paio di tracce che si elevino per qualità di scrittura. Il secondo dischetto dell'edizione deluxe aggiunge quattro demos che permettono di valutare l'importanza dell'apporto dei Railroad Earth e una scarna versione dal vivo di Hallelujah Boulevard del 2008 con la medesima band. (Mia Valutazione: Distinto)

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