2 novembre 2015

La Top Ten 2006

Fra i tanti ascoltati, questi i miei "Primi dieci" dischi del 2006. 
(in ordine casuale)

DAMIEN RICE - 9 - Il titolo conciso non è un caso per questo cantautore irlandese l'album precedente si chiamava infatti "O". La cosa che prima colpisce di questo disco è l'atmosfera creata dal passaggio da brani molto scarni a brani arragiati orchestralmente. Sopra di tutto regna la sua forza espressiva intima ed ispirata, accompagnata molto bene dal controcanto femminile.

VAN MORRISON - PAY THE DEVIL - Su "the man" c'è poco da dire, o si odia o si ama. I fronti si dividono su quelli che dicono che suona sempre la stessa musica e quelli che ad ogni sua opera trovano qualcosa di nuovo. Su questo disco non c'è molto da scoprire e anche se non andrà tra le sue opere memorabili, rimane sempre un disco sopra la media della produzione generale.

GUILLEMOTS - THROUGH THE WINDOWPANE - I Guillemots riescono a fare un bel disco quanto complesso. Con una strumentazione misera e con l'aiuto a volte di campionature, creano situazioni senza tempo. E' come avessero un piede nello storico "romanticismo" e uno nella futura "avanguardia". Senz'altro originali lo sono, e solo già questo gli dà merito.

CASSANDRA WILSON - THUNDERBIRD - La bellissima voce di Cassandra, classe 1955, può spaziare in qualsiasi campo musicale, dal jazz al folk, dal blues al country, senza sfigurare in nessuno di essi. In questo disco affiorano le proprie origini, le rive del mississippi e quindi il blues. Grande disco grande voce.

VINICIO CAPOSSELA - OVUNQUE PROTEGGI - Che Capossela non fosse mai stato tra i miei preferiti era cosa nota. Ma questo disco lo ha portato tutto d' un colpo tra i primi musicisti italiani. E' un disco "pieno" di tutto: di poesia, di suoni, di passione, di rumori, di politica, di follia ecc...ecc... Non può lasciarti indifferente, se lo fa', sei un uomo di legno.

CALEXICO - GARDEN RUIN - Le canzoni di questo disco, ed è la prima volta che si può usare il termine "canzoni" per questo gruppo. Entrano per la prima volta nel mondo musicale del pop, del folk e del country. E' forse una botta per i vecchi fans del gruppo, ma risultano piacevoli ed emozionanti, per un fan nuovo come me.

BRUCE SPRINGSTEEN - WE SHALL OVERCOME - La grandezza di un musicista sta anche nel rinnovarsi sempre con opere degne di menzione.The boss negli ultimi anni lo ha dimostrato. Passa da un disco di puro rock ad un disco acustico ed intimistico come Devils & Dust, per poi passare ad uno folk tradizionale, nella maniera più bella e giusta e di straordinaria musicalità.

NEIL YOUNG - LIVING WITH WAR - Il solo fatto che se ne continui a parlare di questo sessantenne, anno dopo anno, e in senso positivo, dimostra la sua grandezza. Mai stanco, continua a produrre disco dopo disco (anche se le tematiche possono risultare a volte un pò scontate e ripetitive) canzoni nuove, fresche, musicalmente sempre sensazionali.

IVANO FOSSATI - L'ARCANGELO - Devo confessare che come V.C. neanche per Fossati non ho mai avuto molta simpatia. A parte la pianta del tè, suo vecchio disco, il resto mi aveva annoiato e non poco. Questo disco invece mi ha "preso" in pieno. Ci sono alcune canzoni che non mi stancano mai, le ascolterei tutti i giorni, come una pastiglia per la pressione. Grande

TOM WAITS - ORPHANS - Anche se non ho ancora potuto ascoltare interamente (sono tre dischi, con le 56 canzoni). Il merito va soprattutto all'uomo e alla sua carriera musicale. I tre cd "casinari" "strilloni" e "bastardi" ben fanno riconoscere la sua geniale musicalità nonchè la sua personalissima voce. Opera omnia per un musicista unico.

2 commenti:

Blackswan ha detto...

Che flash ! Su tutti i Guillemots: un discone e poi non sono più riusciti a ripetersi.

Silvano Bottaro ha detto...

Concordo caro Black! :)