21 dicembre 2015

La mia classifica musicale del 2013

Questi sono una buona parte dei dischi ascoltati (ventisei) e recensiti (una ventina) usciti nel duemilatredici. 
Risulta chiaro che la produzione in termini quantitativi è stata buona, non da meno quella qualitativa. Anche in assenza di "capolavori", la media è stata buona/ottima, molte le ottime conferme: Femi Kuti, Yorke e compagni, The National, Yo La Tengo, Nick Cave, Mavis Staples, Arcade Fire e altre le buone: Editors, Sigur Ros e Okkervil River. La cosa più importante di questo duemilatredici è però l'aver scoperto delle band/single che, anche se non nuovi come produzioni, lo sono stati per le mie orecchie: Caveman, Phosphorescent, Kurt Vile, Mikal Cronin, Jonathan Wilson e i Tamikrest, solo per fare qualche nome.
Qui sotto la mia classifica che, in linea di massima, è in ordine di preferenza.

1) Femi Kuti - No Place For My Dream

La vita dei figli d’arte ha due facce, quella comoda del giovane ricco e privo di problemi, e quella resa difficile dal continuo confronto con i famosi, magari geniali, genitori. Femi è in effetti il primo figlio di Fela Anikulapo Kuti, inventore e re incontrastato dell’afrobeat, ma molto di più: rivoluzionario, agitatore, oppositore del regime militare che all’epoca reggeva la Nigeria, dove nacque e visse una troppo breve vita... (Distorsioni)

2) Atoms For Peace - Amok

Il nome del gruppo "Atoms For Peace" è preso da uno dei brani presenti in "The Eraser", primo disco solista di Yorke pubblicato nel 2006. "Amok" prima incisione degli Atoms è per meglio dire, il secondo disco solista del leader dei Radiohead. Va detto innanzitutto che questo gruppo è formato, oltre al sopradetto York, da Flea, bassista dei Red Hot C. P., da Nigel Godrich, produttore discografico considerato... (Recensione completa)

3) The National - Trouble Will Find Me

Dopo l'ottimo Hight Violet e lasciati per il momento i loro progetti personali, ritorna una delle mie band preferite: The National. Attivi dal 2001 con il disco Omonimo e successivamente con Sad Songs for Dirty Lovers, è con Alligator che cominciano la scalata verso la notorietà. Con i successivi Boxer e il sopra citato Hight Violet e grazie ai consensi di critica e pubblico, i The National vengono definitivamente consacrati... (Recensione completa)

4) Yo La Tengo - Fade

Di tanto in tanto capita di ascoltare un album di cui non si ha voglia di parlare temendo un confronto tra di esso e le proprie parole. Questo succede quando un disco comunica qualcosa non appena comincia a suonare e subito uno si sente partecipe delle emozioni dell'artista e gli regala candidamente le proprie, e anche dopo aver ascoltato un solo brano hai la certezza che tutto il resto sarà buono. Questo è uno di questi. (Recensione completa)

5) Nick Cave & The Bad Seeds - Push The Sky Away

Nick cave è un Grande musicista, questo va detto subito, ad onor del vero. Va detto soprattutto come riparo da pareri contrastanti e come salvaguardia di un "patrimonio" musicale tra i più interessanti degli ultimi trent'anni.
Bisogna ricordare infatti che il nostro Nick, tra "Boys Next Door", "Bad Seeds", "Grinderman", "Warren Ellis" e alcune colonne sonore, ha inciso ventisei dischi, quasi uno all'anno, mica... (Recensione completa)

6) Mavis Staples - One True Vine

A sei anni dall'ottimo Well never turn back e a tre dal buon You are not alone, ritorna Mavis Staples con "One True Vine", quattordicesima incisione della sua ultra quarantennale carriera. Da cantante gospel qual'è, è ancora la fede il comune denominatore dei suoi testi, ma è sempre la sua meravigliosa voce a renderli superlativi. A fronte dei suoi settantaquattro anni, la Mavis non mostra segni di decadimento... (Recensione completa)

7) Caveman - Caveman

Là, da qualche parte nella sconfinata metropoli chiamata New York City, incontriamo la musica di "Caveman", secondo disco del quintetto omonimo, bellissimo intreccio fra voce di intensità emozionale  e un tappeto sonoro le cui trame sono tese dagli efficaci e raffinati interventi delle chitarre e dal resto degli strumenti. A differenza del loro primo sottovalutato album "Coco Beware" del 2011, disco con sfumature... (Recensione completa)

8) Arcade Fire - Reflektor

[...] “Reflektor” porta tutto un carico di responsabilità al quale forse non era pronto ma passa l’esame a pieni voti, complice le pause calme ai quali ci avevano tanto abituati i canadesi. Sono musicisti straordinari e hanno nel sangue la performance live come nessun altro, e Reflektor forse li rispecchia più di qualsiasi altro album. Se siamo pronti ad accettare il cambiamento, un album del genere risulta straordinario, ma chi è... (Melodicamente)

9) Phosphorescent - Muchacho

Devo sinceramente ammettere che i Phosphorescent sono stati la più bella scoperta di questo duemilatredici, anche se questa band statunitense originaria di Athens in Georgia è attiva da un decennio e questo Muchacho è il loro sesto album. Ascoltati per caso in una radio on-line, fin dalle prime note ho capito di aver trovato uno di quei gruppi che ti rimangono dentro, e così sono andato alla scoperta dell'intero album... (Recensione completa)

10) Kurt Vile - Wakin On A Pretty Daze

Se “Smoke Ring For My Halo” era il tuffo dalla rupe (per vari motivi), “Wakin’ On A Pretty Daze” si svolge interamente, e per settanta minuti, nei pochi secondi che passano dall’entrata in acqua al riaffioramento. In questo breve e dilatatissimo lasso di tempo, i raggi di sole rifratti illuminano un universo subacqueo imperturbabile, una pletora di meduse e filamenti d’alghe ondeggianti con la corrente. Il nuovo disco... (Ondarock)

11) Editors - Weight of your Love

Abbandonando una strada per certi aspetti sperimentale e originale, gli Editors con questo quarto album ne imboccano una più facile e meno rischiosa. La band britannica all'attivo da una decade, più che arrampicarsi, preferiscono discendere in sonorità già conosciute e di facile presa, non a caso, i riferimenti musicali a gruppi come i Depeche Mode e gli U2 non mancano. Probabilmente il gruppo sta vivendo... (Recensione completa)

12) Sigur Rós - Kveikur

Dopo il non troppo brillante Valtari, album in certi momenti soporifero, i Sigur Ròs ritornano con una veste rinnovata e questa volta convincono. Kveikur, il settimo album in studio della band islandese attiva dal 1994, si muove su strade più dinamiche ed effervescenti, evidenziando subito la diversità dai lavori precedenti, infatti, Kveikur è forse l'album più avventuroso dei Sigur Rós e può davvero essere... (Recensione completa)

13) Okkervil River - The Silver Gymnasium

Notevole prova di maturità e sfoggio di evoluzione espressiva da parte degli Okkervil River, band statunitense formatasi nel 1998 è attiva discograficamente dal 2002. The Silver Gymnasium settimo album in studio, è un album intenso e gradevolissimo, che sicuramente farà aumentare il pubblico di ascoltatori. La facilità di scrittura che The Silver Gymnasium evidenzia non può che colpire favorevolmente...(Recensione completa)

14) Mikal Cronin - Mcii

Un incerto ottimismo per il futuro aleggia su questo nuovo disco di Mikal Cronin, ormai iniziato a una vita da musicista di primo piano che non gli parrà vera, dopo la firma per la Merge. Vestito della fedelissima maglietta tye-dye, Mikal si è chiuso nello studio di registrazione e ha suonato da sé tutte le canzoni di questo nuovo “MCII”, suo secondo disco, se si escludono le ovvie ospitate dell’amico Ty. In questo lavoro... (Ondarock)

15) Arbouretum - Coming Out Of The Fog

Il classico non tramonta mai", questo è il sottotito che più calza a questo "Coming Out Of The Fog", quinto lavoro dei Arbouretum, band di quattro elementi provenienti da Baltimora. La struttura del disco infatti, è di un classico "suono" rock degli anni '70, nulla di avanguardistico, rivoluzionario quindi, ma solo blues, folk, rock e psichedelia, niente di più, semplicemente. Un "semplicemente" però di classe...  (Recensione completa)

16) Jonathan Wilson - Fanfare 

Dentro Fanfare ci sono un sacco di cose che amo: dal folk alla psichedelia, passando addirittura per il progressive rock, genere che, a voler essere sincero, non ho mai digerito con tanta facilità e che, invece, in questo terzo album di Jonathan Wilson risulta decisamente gradevole e ammaliante. Dicevo: dentro Fanfare ci sono un sacco di cose che amo. C’è l’Inghilterra di Bill Fay, come pure il ricordo di John Martyn e George... (Musicletter)

17) Tamikrest - Chama

[...] Il loro album migliore, nel quale trovano compiutezza espressiva le diverse influenze che caratterizzano il loro percorso musicale: la tradizione musicale tuareg, il blues, il rock, la psichedelia, il funk. Il risultato è un’eccitante miscela di suoni profondamente evocativi, energici, in cui l’incessante dialogo fra tradizione, nell’uso soprattutto delle percussioni, nel canto e nei cori, e rock, innanzitutto nelle chitarre... (Distorsioni)

18) Billy Bragg - Tooth & Nail

Come già in parte è avvenuto con Mr. Love & Justice, anche in Tooth & Nai, Billy Bragg abbandona il suo "essere" cantautore militante politico e sociale in favore di un suono e quindi di un risultato molto più riflessivo e intimo. E' evidente che in questi cinque anni di silenzio ha maturato esperienze personali, uno sguardo, un vissuto e un riequilibrio interiore che probabilmente negli anni passati aveva... (Recensione completa)

19) Laura Marling - Once I Was An Eagle

Negli ultimi cinque anni, la musicista inglese Laura Marling ha inciso quattro album, nulla di straordinario si potrà pensare, ebbene, questa cantautrice ha 23 anni e il suo primo lavoro l'ha pubblicato a soli 18 anni. Se nei primi dischi era inevitabilmente espressa una certa ingenuità, con questo quarto album, la Marling affina la sua musica in modo sottile e discreto. Once I Was an Eagle è un album molto intimo... (Recensione completa)

20) Meat Puppets – Rat Farm

Gli anni ottanta oltre ad essere ricordati per le grandi kermesse di beneficenza e per i riti del rock da stadio, sono ricordati per il sottobosco del rock statunitense che affonda le proprie radici nell'era del movimento punk che, nel corso del tempo si estremizzò in hardcore. Era un rock orgogliosamente minoritario, forte e indipendente. Gli artisti, le band fuori dagli schemi che avevano fecondato la scena... (Recensione completa)

21) Noah and the Whale - Heart of Nowhere

Heart of Nowhere è il quarto album pubblicato in cinque anni di attività dalla band inglese Noah And The Whale. Se dovessimo identificare la nostra quotidianità con delle canzoni "pop" è molto probabile che i suoni e soprattutto i testi potrebbero risultare frenetici se non addirittura volgari. La principale caratteristica dei Noah and the Whale invece, è quella di una "colonna sonora" tranquilla... (Recensione completa)

22) Steve Earle & The Dukes - The Low Higway

A due anni dall'ottimo I'll Never Get Out of This World Alive, Steve Earle ritorna con una altro bel disco "The Low Higway". Quindicesimo lavoro in studio, l'album si mantiene nella sua collaudata sfera folk/country/rock, senza particolari peccati ne virtù. Niente di marcatamente nuovo quindi, ma dodici brani firmati da grande autore. Da scrittore qual'è, (è uscito da pochi mesi un romanzo dal titolo... (Recensione completa)

23) Devendra Banhart - Mala

Anche col titolo del disco, Devandra, non smentisce il suo stile; il saper "giocare" con i doppi sensi. Mala infatti, soprannome della sua fidanzata serba Ana Kras, significa "tenera" in serbo e "cattiva" in spagnolo, lingua usata spesso dal cantautore. L'atmosfera di questo suo nono disco, non si discosta di molto da quella a cui ci ha abituato in questo decennio; una base folk con varie escursioni psichedeliche... (Recensione completa)

24) Pere Ubu - Lady From Shangai

Lady From Shangai titolo di un famoso film di Orson Welles del 1947 è l'ultima fatica dei Pere Ubu. Numero quindici della loro discografia, esce a trentacinque anni di distanza da quello che rimane il loro capolavoro, fondamentale, primo disco pubblicato "The Moder Dance", targato 1978. Un'altra opera difficile e complessa uscita da quell'eclettico creativo sessantenne David Thomas, mente e voce del... (Recensione completa)

25) The Avett Brothers - Magpie And The Dandelion

Da “Country Was (2002) a “The Carpenter”, la crescita della band è stata continua, il loro mix di elementi folk rock, bluegrass, country, pop e punk si è gradualmente perfezionato e i loro infuocati concerti hanno attirato sempre più fan. Poi l’ammirazione e la produzione di Rick Rubin hanno fatto il resto. “Magpie And The Dandelion”, registrato in North Carolina ad Asheville e in California a Venice Beach... (Discoclub)

26) Peter Gabriel - And I’ll Scratch Yours

And I’ll Scratch Yours non suona mai come una serata karaoke tra VIP annoiati: c’è chi grattando lascia segni sulla pelle (Lou Reed stravolge Solsbury Hill come lui solo sa fare, Randy Newman regala una versione insolita, sbilenca e rudimentale di Big Time) e chi si limita a fare un po’ di solletico (Regina Spektor offre un’interpretazione delicata di Blood Of Eden già delicata di suo, Paul Simon asciuga Biko con una... (SentireAscoltare)

0 commenti: