29 novembre 2017

Johnny Cash - American Recordings (1994)

Gli anni Novanta di Johnny Cash partono male, malissimo: la casa discografica di trent'anni lo molla, un'altra lo raccoglie, senza fortuna. Nella serie di alti e bassi che è stata la sua vita, da quel 1955 in cui ha pubblicato i primi dischi con la Sun Records, non è proprio il punto peggiore, ma insomma... Poi, nel 1992, al termine di un concerto, lo va a trovare Rick Rubin, il barbuto e corpulento produttore che prima di mollare tutto e trasferirsi in California con la sua nuova impresa, la casa discografica che si chiama semplicemente American, ha fatto le fortune dei rapper newyorkesi Run DMC, LL Cool J, Beastie Boys. Incredibilmente, l'incontro cambia la vita a entrambi. «Abbiamo parlato, ma avremmo potuto tacere e comunicare senza parole. Sarebbe stato lo stesso, avremmo sentito la stessa empatia», dirà poi Rubin. Cash gli si affida completamente, e registra un po' di canzoni — chitarra e voce - a casa di Rubin, a Los Angeles, e un altro po' a casa sua, nei pressi di Memphis, Tennessee. Già la scelta del repertorio lascia sorpresi: ci sono alcune composizioni originali, e poi un classico di Leonard Cohen (Bird On A Wire), un inedito di Tom Waits, un pezzo del punkettone divenuto metallaro Glenn Danzig (che Rubin ha prodotto in passato). Rubin non fa nulla, o forse tutto: convince Cash a rinunciare a una versione convenzionale dei brani che ha scelto, con tanto di band d'accompagnamento, e lo fa suonare — chitarra e voce — al Viper Club, il locale pili fighetto di Los Angeles. Di quella serata finiscono sull'album due pezzi, mentre gli altri undici sono tutti quelli registrati in salotto. Alimentato dal senso di colpa per aver trascurato un pezzo di Storia, all'uscita del disco Cash si trova al centro di un bizzarro fenomeno internazionale di recupero: Kate Moss gira il video di Delia's Gone, a Glastonbury viene accolto da un entusiasmo mai visto. Fino al 2003, l'anno in cui Cash muore, e anche oltre, usciranno altri album, sempre pif fantasiosi nella scelta del repertorio, sempre pili imbevuti di morte, esorcizzata, evocata, invocata (ma già il primo pezzo del primo album, Delia 's Gone, parla d'amore e di morte): insieme, un monumento a Cash e alla cultura popolare americana, al rock'n'roll e alle sue radici, al Delta del Mississippi e alla chitarra che sua madre la sera suonava sul portico per allontanare gli animali feroci del bosco vicino a casa.

di P. M. Scaglione - Rock! (Einaudi)

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