12 gennaio 2018

Radiohead - OK Computer (1997)

Il successo di The Bends (1995) garantisce ai Radiohead, da Oxford, libertà creativa completa. La mettono a frutto richiamando come produttore Nigel Godrich, che diventerà una sorta di sesto componente del gruppo, trasferendosi in campagna e realizzando cosi, nella casa cinquecentesca dell'attrice Jane Seymour, un album che fa Storia, qualunque cosa questo significhi, e che tutti citano quando si parla di nuovi classici, punti di svolta, pietre miliari. Sarà scritto: «Vuoi sapere com'era il mondo alla fine del secondo Millennio ? Ascolta le tracce dal sei all'otto di OK Computer. Non hai tempo ? Allora solo la numero sette». Il che ci fa piombare direttamente dentro alla questione, nel cuore del problema. Perché la traccia numero sette si chiama Fitter Happier, sul cd il titolo è scritto in piccolo, aggiunto come un ripensamento dell'ultimo momento. Non solo: la canta - se cosi si può dire — un computer. Anzi, ilxnuovo programmino della Apple che «legge» i testi ad alta voce. E un bell'esempio, facile facile, dello sperimentalismo di cui fanno sfoggio i Radiohead, e di quanto sappiano essere inventivi e non-conformisti. Manca, però, l'altro aspetto della band, indispensabile per capirci qualcosa: già, perché i Radiohead continuano a essere — e a sentirsi - una rock'n'roll band (non per niente hanno tre chitarristi in organico), la migliore delle rock'n'roll band, per dirla tutta. Per parlare di questo album, il cantante-portavoce Thom Yorke tira in ballo una serie di influenze estremamente interessanti: Ennio Morricone e Penderecki, Miles Davis e i gruppi del krautrock tedesco (soprattutto per le ritmiche, si direbbe). E importante che tante espressioni laterali nell'evoluzione del rock'n'roll si conquistino un posto al centro della scena. Per essere un album che parla del rapporto tra individuo e società, o tra individuo e tecnologia (il tema che il rock'n'roll dei tardi anni Novanta ha forse dimenticato essere suo proprio), è necessario essere inclusivi, portare dentro il flusso della corrente i detriti della cultura novecentesca, tutti, senza eccezioni: l'elettronica di consumo, la storia della musica occidentale, il rock'n'roll. E ciò che OK Computer fa, alternando tracce costruite come cut up alla Bugoughs ad altre pili tradizionalmente vicine alla formacanzone. E vero, la fine del secolo (e del Millennio) suona proprio cosi, al suo meglio.

di P. M. Scaglione - Rock! (Einaudi)

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