Bill Frisell – Music Is (2018)

di Sergio Spampinato

La prolifica produzione del chitarrista Bill Frisell continua e si arricchisce di questo nuovo lavoro in solo per la Okeh Records, “Music IS”, con l'ennesima supervisione dell'amico e fidato consigliere Lee Townshend. Frisell imbraccia chitarre elettriche e acustiche, a piccoli tratti anche ukulele e basso e come sempre nel suo stile, macchinette che modulano i suoni. Già dalla prima traccia, Pretty Stars, sono rintracciabili le sovraincisioni in loop e gli effetti sulle armonie trasognanti e rurali che Frisell ha sempre amabilmente creato e che vengono riproposte in modo seducente e costante nel corso del disco (Change in the Air, What Do You Want?, Thankful, Monica Jane). Tutte le composizioni sono a sua firma e il titolo con il verbo essere non seguito da un aggettivo designa l'espressione universale della musica che ingloba la propria essenza in forma sostantivata. Rambler (alternate version): gli spazi si dilatano nei silenzi interposti sulle melodie al di sotto dei bassi che risuonano accentati con il plettro, mentre le armonie fioriscono sugli arpeggi delle sostituzioni di accordi che riducono gli intervalli dello spettro armonico fino a darci la percezione di un'unica grande distesa armonica, come è linguaggio consueto e consolidato di Frisell.

frisellQuesto lavoro, a differenza del precedente in solo “Silent Comedy” di 5 anni fa (commissionato da John Zorn e integralmente improvvisato) ha una connotazione meno sperimentale e più riflessiva, quasi rappresenti una summa artistica della propria carriera: contiene infatti anche alcuni brani riarrangiati dei primi dischi (Rambler, In Line). Tuttavia, non sembra potersi affermare che Frisell con questo Music IS sia giunto a un punto di non ritorno o di svolta, ma invece che grandi e nuovi progetti in continuità con il passato siano ancora da venire, anche nella prospettiva di future produzioni del menzionato attuale ispiratore Townshend.



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