23 marzo 2017

Accade oggi...

Franco Battiato: la musica leggera diventa "colta"

Nasce a Jonia, in provincia di Catania, Franco Battiato. Attraversando molti stili musicali, dagli inizi romantici, alla musica sperimentale, Battiato passa per l'avanguardia colta, l'opera lirica, la musica etnica, il rock progressivo e la musica leggera. Anche i testi di Battiato riflettono i suoi molteplici interessi, tra i quali l'esoterismo, la filosofia e la meditazione orientale.

Weezer - Island In The Sun



Vedo che salgo a rubare il sole
per non aver più notti,
perché non cada in reti di tramonti,
l'ho chiuso nei miei occhi,
e chi avrà freddo
lungo il mio sguardo si dovrà scaldare.

Fabrizio De André

22 marzo 2017

Omar Sosa & Seckou Keita – Transparent Water (2017)

di Silvano Bottaro

Sin dalle prime note la musica trasporta istantaneamente gli ascoltatori in un viaggio all'interno del proprio spirito e allo stesso tempo in un viaggio nel mondo reale. Un'esplorazione della musica afro-cubana in tutte le sue forme, una intensa meditazione sui cicli della vita e dell'esistenza. 
Il "piano" di Sosa non è uno strumento musicale, ma un condotto di consapevolezza spirituale e la "kora" di Keita una elegante dichiarazione di gioia.
La foto di copertina sintetizza perfettamente il mood dell'album; due musicisti provenienti da angoli lontani del globo, faccia a faccia, ognuno con il proprio carico di esperienza ed ispirazione: unico limite il cielo. E questo lavoro non è solo un semplice incontro tra artisti diversi e complementari, nel quale il pianismo del cubano Sosa si limita ad accompagnare le evoluzioni della straordinaria kora del senegalese Keita. Transparent Water è uno dei viaggi più complessi mai intrapresi nell'ambito della world music; nel disco sono presenti strumenti e musicisti provenienti da ogni angolo del Mondo. Ne risulta un disco meticcio e multiforme carico di caldi accenti sudamericani, struggenti melodie africane ma anche di sinuosi ritmi e fascinazioni provenienti dalla tradizione dell'estremo oriente, con profumi jazz e blues. Merito dei due protagonisti e della messe di ospiti che popolano il disco: le percussioni del venezuelano Gustavo Ovalles, il koto della giapponese Mieko Miyazaki, il nagadi di Mohsin Kahn Kawa e il geomungo della coreana E' Joung-Ju. Un disco senza confini, nel quale la vastità degli orizzonti musicali contribuisce a trasportare l'ascoltatore attraverso un percorso sonoro estremamente affascinante.


21 marzo 2017

Accadde oggi...

1947: Nasce a Milano Franco Mussida, chitarrista della PFM dagli inizi fino al 14 marzo 2015.

1952: Nasce a Novara Riccardo Bertoncelli, decano dei critici musicali italiani.

1961: I Beatles - con Pete Best ancora alla batteria - suonano per la seconda volta - la prima per un concerto serale - al Cavern Club di Liverpool

1994: Bruce Springsteen vince un Oscar per la canzone "Streets Of Philadelphia", inserita nel film interpretato da Tom Hanks "Philadelphia".

The National - Live at Sydney Opera House

20 marzo 2017

Accadde oggi...

1950: Nasce a Birmingham Carl Palmer (all'anagrafe Carl Frederick Kendall Palmer), batterista degli Emerson, Lake and Palmer.

1968: A Los Angeles, Eric Clapton e tre membri dei Buffalo Springfield - Neil Young, Jim Messina, e Richie Furay - sono arrestati per il sospetto di uso di marijuana. I membri della band vengono dichiarati colpevoli e, quindi, multati, mentre Clapton la passa liscia.

1972: Nasce a Almondsbury Alex Kapranos, frontman degli scozzesi Franz Ferdinand.

1977: I T. Rex si esibiscono per l'ultima volta dal vivo a Portsmouth (Inghilterra) prima della prematura scomparsa di Marc Bolan in un incidente stradale, avvenuta il 16 settembre del 1977.

1988: Muore Gil Evans, arrangiatore e direttore d''orchestra jazz canadese. Era nato a Toronto, in Canada, con il nome di Gil Green, il 13 maggio del 1912. Celebri le sue registrazioni con Miles Davis.

2003: Il giorno in cui ha inizio la guerra in Iraq, Bruce Springsteen apre il suo concerto di Melbourne (Australia) con una versione acustica di "Born In The U.S.A." facendola seguire dalla cover di Edwin Starr "War".

Valerie June – The Order Of Time (2017)

di Federica Carlino

«Comprendere l’ordine del tempo è importante per chiunque speri di realizzare un sogno. C’è un tempo per spingere, un tempo per prendersi delicatamente cura del proprio giardino e un tempo per concedersi un po’ di riposo». Questo concetto essenziale è alla base del nuovo album della cantautrice americana Valerie June, che con una lettera ai propri ascoltatori ha voluto presentare le dodici canzoni che compongono il suo The Order of Time, un dolce inno alla speranza e all’ottimismo. «Questo album utilizza le più comuni emozioni umane, dal desiderio all’amore, per mostrare che con un piccolo sforzo le cose si possono sistemare. Combina i colori dei generi con i vari modi di essere, tra cuore e anima. Accenna alle nostre sconfitte e perdite, ma con il desiderio di continuare a sperare in un nuovo mondo. Queste canzoni mi hanno dato speranza quando ne avevo bisogno. Quella speranza che mi spinge ad avere un po’ di fede nel fatto che ci vuole tempo per saltare da Pushin’ The Stone alla semina di piccole radici, ma che si raccolgono sempre delle ricompense se si è coraggiosi abbastanza da avventurarsi sul cammino dei propri sogni».
Consapevole di essere ancora solo un piccolo ma promettente germoglio nel vasto panorama musicale odierno, in questo suo secondo album via Conchord Records la cantante di Memphis ha ulteriormente sviluppato la sua affascinante fusione di sonorità blues, folk, soul e rock, questa volta senza l’aiuto di Dan Auerbach, ma sotto la guida altrettanto esperta di Matt Martinelli (Bad Brains). Sebbene la sua caratteristica voce nasale ed il suo modo quasi strascicato di pronunciare le parole possano risultare a tratti fastidiosamente caricaturali, l’ascolto complessivo di The Order of Time è sicuramente stimolante, perché ricco nel suono e soddisfacente dal punto di vista dell’evoluzione artistica. I momenti migliori sono la traccia d’apertura, Long Lonely Road, che evoca un tradizionale immaginario da road trip, dischiudendo lentamente una melodia semplice e giocando elegantemente con l’utilizzo delle chitarre come punteggiatura; Love You Once Made, che inizia come una nenia e si trasforma con maestria in una ballata soul; Man Done Wrong, che parte con un groove di batteria e prosegue con una rivisitazione moderna degli elementi fondanti delle work song; Shakedown, l’unica traccia movimentata dell’album, che fonde un sound progressive con una pungente chitarra blues; infine, Slip Side on Boy, in cui la voce della cantante, accompagnata dal caldo suono del rhodes, assume inizialmente un aspetto più delicato e si fa a poco a poco più decisa e carica di emotività.
Ciò che rende Valerie June un’artista degna d’attenzione è la sua capacità di utilizzare cadenze fisse in tutti i brani, riuscendo comunque a renderli distinti tra di loro, senza mai cadere vittima della banalità e della monotonia. Per questo, pur muovendosi su sonorità già ampiamente sentite, riesce a conferire ad ogni sua canzone uno stile personale e autentico. Un aspetto che, di questi tempi, è difficile trovare, e che le dà davvero una marcia in più.

19 marzo 2017

Nick Hornby

La musica ha un grande potere: ti riporta indietro nel momento stesso in cui ti porta avanti, così che provi, contemporaneamente, nostalgia e speranza.

18 marzo 2017

The Smiths - Meat Murder

Accadde oggi...

1951: Nasce a Baltimora (USA) Bill Frisell. Chitarrista straordinario, jazzista ma non solo. Nel 2005 si aggiudica il Grammy per il miglior album jazz dell'anno con "Unspeakable".

1961: Nasce a South Saint, nel Minnesota, Paul Grant Hart, famoso per essere stato il batterista degli Husker Du.

1966: Nasce a Tacoma Jerry Cantrell, chitarrista degli Alice in Chains.