22 febbraio 2018

Jose Gonzalez - Heartbeats



E desidero solo colori. I colori non piangono, sono come un risveglio: domani i colori torneranno. Ciascuno uscirà per la strada, ogni corpo un colore, perfino i bambini. Questo corpo vestito di rosso leggero dopo tanto pallore riavrà la sua vita. Sentirò intorno a me scivolare gli sguardi e saprò d'esser io: gettando un'occhiata, mi vedrò tra la gente. Ogni nuovo mattino, uscirò per le strade cercando i colori.

Cesare Pavese

21 febbraio 2018

Accadde oggi...

1949: Nasce a Milwaukee, Wisconsin, USA, Jeremiah Griffin "Jerry" Harrison, chitarrista e tastierista dei Modern Lovers e poi dei Talking Heads.

1960: Nasce a Los Angeles, California, USA, Steven Lawrence "Steve" Wynn, cantante, autore e chitarrista dei Dream Syndicate, poi solista.

2014: Muore Francesco Di Giacomo, voce del Banco del Mutuo Soccorso. Era nato il 22 agosto del 1947 a Siniscola (Nuoro).



John Mellencamp - Scarecrow (1985)

Dismessi gli abiti dell'american fool che nel 1982 scalò le classifiche americane con la zuccherosa ballata Jack & John "Cougar" Mellencamp, dopo la svolta rock di Uh-Huh, raggiunge nel 1985 con Scarecrow la maturità artistica (ed umana) riscoprendo le proprie radici, ovvero quel Midwest agricolo fatto di piccole comunità rurali piene di gente semplice, un tempo cuore pulsante del paese ed ora luogo depresso e dimenticato dalle politiche liberiste dell'amministrazione repubblicana. Coadiuvato da una band che è l'essenza del rock di strada americano (Larry Crane e Mike Wanic alle chitarra, Toby Myers al basso e soprattutto Kenny Aronoff al drumming), Little Bastard canta di piccole città dimenticate (Small Town), di territori agricoli ridotti sul lastrico (Rain on the Scarecrow), di disoccupazione e miseria (Face of the Nation), di ricordi d'infanzia (Minutes of Memories) senza alcuna commiserazione o resa. Scarecrow è infatti un disco politico, un rock'n roll ruvido, energico e vitale che viene direttamente dal cuore per dare voce e dignità ad un'America rurale che non si riconosce nella proprie istituzioni e vuole un cambiamento. Riascoltare Scarecrow oggi non è solo un piacere per le nostre orecchie e la nostra anima, ma è soprattutto un dovere per ogni vero appassionato di rock'n roll, perché al di la dell'evidente attualità delle tematiche narrate, ci rimanda ad un epoca meravigliosa e ormai purtroppo svanita in un cui la musica rock era ancora un mezzo di coinvolgimento e di autoaffermazione sociale con cui esprimere le proprie idee e cercare di cambiare le cose.  (Mia valutazione:  Buono)
(Gianluca Serra)

20 febbraio 2018

Woody Guthrie, il padre della canzone di protesta


di Gianni Lucini

Il 12 luglio 1912 nella cittadina di Okemah in Oklahoma nasce il folksinger Woody Guthrie, considerato universalmente il padre della moderna canzone di protesta statunitense. Registrato all’anagrafe con il nome di Woodrow Wilson Guthrie a dieci anni già si guadagna da vivere come manovale. Impara poi a strimpellare la chitarra e a comporre brevi filastrocche per il divertimento dei suoi concittadini.

Questa chitarra uccide i fascisti

Quando la crisi si fa più pesante Woody Guthrie parte per cercare fortuna insieme a migliaia di altri disperati e negli anni della Grande Depressione vagabonda per l’America con gli “hobos”, i disoccupati costretti a spostarsi da un lato all’altro degli Stati Uniti alla ricerca di lavori precari. Le esperienze vissute in quel periodo e le storie delle persone che incontra diventano una delle principali fonti d’ispirazione delle sue ballate. La sua vicenda personale di artista “on the road” si intreccia però anche con le grandi lotte operaie, con i movimenti dei disoccupati e con i tentativi della sinistra americana degli anni Trenta e Quaranta di organizzare e offrire prospettive credibili alle grandi masse di quell’immenso paese. Woody non è al di sopra delle parti e, prima da solo, poi con gli Almanac Singers, garantisce presenza, sostegno e solidarietà alle azioni di lotta. Denuncia l’imbarbarimento fascista e partecipa attivamente alle iniziative per raccogliere fondi da destinare alla Repubblica Spagnola alle prese con quelli che lui considera i maggiori pericoli dell’epoca: il fascismo e il nazismo. Per non lasciare dubbi sul suo modo di pensare incide sul legno della cassa armonica della sua chitarra la frase “this machine kills fascists” (Questo strumento uccide i fascisti). Quando una stazione radio di Los Angeles, la WKVD, gli affida la conduzione di un programma di musica popolare, le sue canzoni lasciano la polvere delle piazze e dei bordi delle strade per diventare un patrimonio del folk americano di questo secolo.

La caccia alle streghe e la malattia

Dopo la seconda guerra mondiale, deluso dalla litigiosità interna della sinistra statunitense e perseguitato dalla caccia alle streghe contro i comunisti indetta dal senatore McCarthy, cerca di sopravvivere come può, ma inizia a dover fare i conti con un nemico invisibile che si muove nel suo stesso corpo: la paralisi progressiva, provocata dalla malattia dal morbo di Hutchinson. Nel 1954 entra per la prima volta in ospedale e fino alla morte non avrà più una vita normale. Non per questo rinuncerà a lavorare nei giorni in cui la malattia allenterà la presa. Il 3 ottobre 1967 dopo un calvario durato tredici anni di ricoveri, guarigioni e speranze muore al Queen Hospital di New York. Quando il suo cuore cessa di battere lascia in eredità al mondo un patrimonio musicale di enormi proporzioni. La sua produzione musicale, infatti, ha spaziato su molti fronti: dalle canzoni per bambini a quelle di lotta, alle ballate, alle canzoni di protesta. Si calcola che siano più di un migliaio i brani da lui composti e destinati a influenzare le generazioni successive di folksinger nordamericani. Sulla sua esperienza ha scritto nel 1943 un libro autobiografico, “Bound for glory”, da cui nel 1976 è stato tratto l’omonimo film, uscito in Italia con il titolo “Questa terra è la mia terra”, diretto da Hal Ashby, sceneggiato da Robert Getchell e con David Carradine nella parte di Woody. Quando muore, il vecchio compagno di tante avventure Pete Seeger e suo figlio Arlo chiamano a raccolta amici e discepoli per celebrarlo degnamente con due grandi concerti in sua memoria sulle due coste degli Stati Uniti i cui incassi e i diritti relativi vengono destinati alla neocostituita Fondazione Woody Guthrie che ha tra gli scopi principali quello di realizzare una biblioteca a Okemah, il paese natale del folksinger, e di finanziare la ricerca sul morbo che l’ha ucciso.


19 febbraio 2018

Neil Young - On the Beach (1974)

Dopo il successo planetario di After the Gold Rush e Harvest, Neil Young crolla in una profonda crisi umana a seguito della perdita per overdose degli amici Danny Whitten e Bruce Berry. I tre dischi seguenti ci consegnano il ritratto di un artista in preda alle proprie angosce: in On The Beach il senso di colpa e la sofferenza personale si trasformano in una più ampia disamina sociale e politica sulla decadenza degli anni 70 e sulla dolorosa presa d'atto che i sogni e le utopie dell'adolescenza si sono dimostrate solo delle illusioni. I giovani figli dei fiori che sognavano con le droghe lisergiche sono diventati ora dei junkies eroinomani, il mito di una società migliore viene annegato nella cinica politica di Nixon, nello scandalo Watergate, nel terrorismo e nella crisi petrolifera. Frutto di sessioni di registrazioni improvvisate in un clima convulso e sotto l'effetto delle micidiali honey slides, ovvero frittelle di mariujana e miele che tenevano giù il tono della voce rilassando la mente e il corpo, le 8 tracce di On The Beach ci catapultano in blues visionario e malinconico in grado di rappresentare al meglio i tempi in cui la società americana viveva. Su tutte l'apocalittica Revolution Blues che rimanda alle livide vicende della family di Manson, manifesto delle disillusioni della controcultura sixties e la conclusiva folkie Ambulance Blues, una delle vette compositive della poetica di Neil Young in cui l'artista canta l'inequivocabile frase "state solo pisciando contro vento" rivolta ai vecchi compagni della 'summer of love', che continuano a salire su un palco pur non avendo più nulla da dire, incapaci di comprendere la svolta dei tempi. (Mia valutazione:  Ottimo)
(Gianluca Serra)

18 febbraio 2018

Accadde oggi...

1940: Nasce a Genova Fabrizio De André, cantautore. Morirà l'11 gennaio del 1999.

1943: Nasce a Lodi (Milano) Riccardo Sanna, in arte Ricky Gianco, cantautore.

1947: Nasce a Novellara (Modena) Augusto Daolio, voce storica dei Nomadi. Morirà il 7 ottobre del 1992.

1980: Nasce a Mosca, in Russia, Regina Spektor, cantautrice.

1992: I Pearl Jam suonano per la prima volta in Italia, al Sorpasso di Milano.

2013: Muore Kevin Ayers, cantautore e chitarrista, prima nei Soft Machine poi solista. Era nato il 16 agosto del 1944 a Herne Bay, UK.

Captain Beefheart


Barrie Wentzel - Captain Beefheart (Don Van Vliet) 1967

17 febbraio 2018

Misguided Angel - Cowboy Junkies

Ho detto "Mamma, è un pazzo e mi fa paura
ma io voglio lui al mio fianco
anche se è un cattivo soggetto e un selvaggio
e qualche volta è semplicemente folle
ho bisogno di lui per sentirmi a posto"

Ho detto "Papà, non piangere, va tutto bene
ed io vedo te in qualcuno dei suoi modi di fare
anche se lui potrebbe non darmi la vita che volevi per me
io lo amerò per il resto dei miei giorni"

Angelo deviato attaccato a me
un cuore come Gabriele, puro e bianco come l'avorio
un'anima come Lucifero, nera e fredda come un pezzo di piombo
Angelo deviato, ti amerò fino a che vivrò

Ho detto "Fratello, tu mi parli di passione
mi avevi detto di non accontentarmi mai di nulla che valesse meno
Bene, è nel modo in cui cammina
è nel modo in cui parla
il suo sorriso, la sua rabbia e i suoi baci"

Ho detto "Sorella, non capisci?
Lui ha tutto quello ho sempre desiderato in un uomo
sono stanca di sedere davanti alla TV tutte le sere
sperando di trovare il signor "Quello Giusto"

Angelo deviato appeso su di me
un cuore come Gabriele, puro e bianco come l'avorio
un'anima come Lucifero, nera e fredda come un pezzo di piombo
Angelo deviato, ti amerò fino a che vivrò

Lui dice "Tesoro, non dar retta a ciò che dicono
arriva un momento in cui bisogna un taglio (a tutto)"
Lui dice "Tesoro, ci sono cose a cui ci aggrappiamo per tutta la vita"
"E' il momento di lasciarle andare e di diventare mia moglie"

Angelo deviato appeso su di me
un cuore come Gabriele, puro e bianco come l'avorio
un'anima come Lucifero, nera e fredda come un pezzo di piombo
Angelo deviato, ti amerò fino a che vivrò.

16 febbraio 2018

The Beatles - Revolver (1966)

Il definitivo distacco dall'età dell'innocenza: Revolver precisa e completa i segnali lanciati con il capolavoro gemello di soli otto mesi precedente, Rubber Soul, aprendo la strada alla maturità sperimentale dei Beatles e anticipando l'era psichedelica di Sgt. Pepper, persino conservandone oggi una maggiore fruibilità. L'impressionante mole di stimoli del disco riflette la necessità di rompere con le regole del pop, per assecondare una scrittura che si è fatta strada facendo più ambiziosa. Ogni singola personalità in seno alla band esplode in mille colori e tonalità: è il frutto di un lavoro fino ad allora impensabile dentro le mura dello studio con George Martin, stratificando tracce su tracce e giocando con suggestioni e linguaggi differenti. La summa è la chiusura di Tomorrow Never Knows, ambiguo capolavoro lennoniano fra melodia e distorsione, ma tutto il disco vive tra estasi, stupore, armonia e giochi lisergici (ancora Lennon, il più acuto e spiritato alla guida di She Said She Said, And Your Bird Can Sing e della dolcissima caramella I'm Only Sleeping). Harrison assume finalmente un ruolo di primo attore, portando in dono tra le altre la sghemba Taxman e il raga indiano di Love You To, mentre McCartney si impone come il talento pop per eccellenza, fra la struggente malinconia degli archi in Eleanor Rigby, che fugge da ogni frivolezza anche nel testo, la dolcezza sospesa di Here, There and Everywhere e l' incalzante di Got To Get You Into My Life. (Mia valutazione:  Ottimo)

(Fabio Cerbone)

15 febbraio 2018

Piece of Mind – Iron Maiden


Si chiama Eddie ed è il protagonista indiscusso degli artwork della band. La leggenda narra che il manager degli Iron Maiden fu colpito da un disegno di un illustratore inglese, Derek Riggs. La figura mostruosa partorita aveva il volto sfigurato, il corpo scheletrico e rappresentava un’icona punk a metà strada tra il Rocky Horror Picture Show e L’alba dei morti viventi. Eddie in ogni disco interpreta un ruolo in linea con le tematiche trattate nei testi delle canzoni.